Art. 1 – Definizioni

I termini indicati nel presente articolo hanno, nel presente statuto, il significato indicato a lato, a meno che il contesto non indichi altrimenti:

  1. Consiglio: il consiglio direttivo del club.
  2. Regolamento: il regolamento del club.
  3. Consigliere: un membro del consiglio direttivo.
  4. Socio: un socio attivo del club.
  5. RI: il Rotary International.
  6. Anno: l’anno rotariano che inizia il 1o luglio e termina il 30 giugno successivo.

Art. 2 – Nome

Il nome di questa associazione è Rotary Club

(Membro del Rotary International)

Art. 3 – Limiti territoriali

I limiti territoriali del club sono i seguenti:

Art. 4 – Scopo dell’Associazione

Lo scopo del Rotary è di diffondere il valore del servire, motore e propulsore ideale di ogni attività. In particolare, esso si propone di:

Primo. Promuovere e sviluppare relazioni amichevoli fra i propri soci per renderli meglio atti a servire l’interesse generale;

Secondo. Informare ai principi della più alta rettitudine l’attività professionale e imprenditoriale, riconoscendo la dignità di ogni occupazione utile e facendo sì che venga esercitata nella maniera più nobile, quale mezzo per servire la collettività;

Terzo. Orientare l’attività privata, professionale e pubblica di ogni socio del club secondo l’ideale del servire;

Quarto. Propagare la comprensione reciproca, la cooperazione e la pace a livello internazionale mediante il diffondersi nel mon- do di relazioni amichevoli fra persone esercitanti diverse attività economiche e professionali, unite nel comune proposito e nella volontà di servire.

Art. 5 – Quattro vie d’azione

Le Quattro vie d’azione rappresentano il fondamento teorico e pratico della vita di questo club.

  1. L’Azione interna, prima delle quattro vie, riguarda le attività che deve intraprendere ciascun socio all’interno di questo club per assicurarne il buon funzionamento.
  2. L’Azione professionale, seconda delle quattro vie, ha lo sco- po di promuovere l’osservanza di elevati principi morali nel- l’esercizio di ogni professione, riconoscere la dignità di ogni occupazione utile e diffondere il valore del servire, propulsore ideale di ogni attività. I soci sono chiamati a operare, sul pia- no personale e professionale, in conformità con i principi del Rotary.
  3. L’Azione di interesse pubblico, terza delle quattro vie, riguarda le iniziative intraprese dai soci, talvolta in collaborazione con altri, per migliorare la qualità della vita nel comune o nella località in cui si trova il club.

4. L’Azione internazionale, quarta via d’azione rotariana, com- prende le attività svolte dai soci per promuovere l’intesa, la tolleranza e la pace tra i popoli, favorendo l’incontro con persone di altri Paesi, con la loro cultura, le loro tradizioni, i loro problemi e le loro speranze, attraverso letture e scam- bi di corrispondenza, come pure tramite la cooperazione alle iniziative e ai progetti promossi dai club a favore di abitanti di altri Paesi.

Art. 6 – Riunioni

  1. Riunioni ordinarie.
    1. (a)  Giorno e ora. Il club si riunisce una volta alla settimana nel giorno e all’ora indicati nel suo regolamento.
    2. (b)  Cambiamenti. Per validi motivi, il consiglio può rimanda- re una riunione a un’altra data (purché avvenga prima di quella della riunione successiva), oppure può spostarla a un’ora diversa dello stesso giorno o in un luogo diverso da quello usuale.
    3. (c)  Cancellazioni. Il consiglio può cancellare una riunione ordinaria se essa cade in un giorno di festa, comprese le festività comunemente osservate, o in caso di decesso di un socio o in caso di eventi eccezionali (es. epidemie, di- sastri, eventi bellici). Il consiglio può cancellare al massi- mo quattro riunioni all’anno per cause diverse da quelle sopra indicate, con un limite massimo di tre cancellazioni consecutive.
  2. Assemblea annuale. Il regolamento stabilisce che l’assemblea annuale per l’elezione dei dirigenti avvenga entro e non oltre il 31 dicembre.

Art. 7 – Compagine dei soci

  1. Requisiti generali. Il club è composto da persone adulte e ri- spettabili con buona reputazione professionale o nella comu- nità.
  2. Tipi di affiliazione. Il club ha due tipi di affiliazione: socio attivo o socio onorario.
  3. Soci attivi. Può essere ammesso come socio attivo del club chiunque sia in possesso dei requisiti indicati nell’articolo 5, comma 2 dello statuto del Rotary International.
  4. Trasferimento di un ex Rotariano. Un socio può proporre come socio attivo del club una persona proveniente da un altro club, la cui affiliazione sia terminata in seguito al trasferimento del- l’attività professionale al di fuori della località in cui ha sede il club originario. L’ex socio può essere anche proposto dal club di provenienza. La categoria professionale di appartenenza di un membro che si trasferisce non impedisce l’ammissione a socio attivo, anche se tale ammissione viola temporaneamente i limiti numerici di categoria.
  5. Doppia affiliazione. La doppia affiliazione – a due club rota- riani, a un club rotariano e a uno rotaractiano, o come socio attivo e onorario di uno stesso club – non è consentita.
  6. Soci onorari.
    1. (a)  Requisiti. Possono essere ammessi come soci onorari del club, per un periodo stabilito dal consiglio, persone che si siano distinte al servizio degli ideali rotariani. Tali persone possono essere soci onorari di più di un club.
    2. (b)  Diritti e privilegi. I soci onorari sono esenti dal pagamento della quota d’ammissione e delle quote sociali, non hanno diritto di voto, non possono ricoprire cariche all’interno

* Il regolamento del Rotary International stabilisce che ogni club ammesso al RI adotti il presente statuto tipo.

del club e non rappresentano alcuna categoria, ma hanno il diritto di partecipare a tutte le riunioni e di godere di ogni altro privilegio. L’unico diritto e privilegio di cui i soci onorari godono presso un altro club è quello di visi- tarlo senza essere invitati da un Rotariano.

  1. Titolari di cariche pubbliche. I soci che assumano una carica pubblica a termine, continueranno a rappresentare la cate- goria originale anziché quella della carica a termine. Fanno eccezione alla regola le cariche giudiziarie e quelle presso isti- tuzioni di istruzione di vario livello.
  2. Impiego presso il Rotary International. Possono essere soci del club anche i dipendenti del RI.

Art. 8 – Categorie professionali

1. Provvedimenti generali.
(a) Attività principale. Ogni socio attivo appartiene a una cate-

goria in base alla sua attività professionale, imprenditoria- le o di servizio sociale. La categoria è quella che descrive l’attività principale del socio o dell’impresa, società o ente di cui fa parte.

(b) Rettifiche. Se le circostanze lo richiedono, il consiglio direttivo può rettificare o adattare la categoria di apparte- nenza di un socio. In tal caso, il socio deve essere informa- to della modifica e ha diritto a esprimere il proprio parere in proposito.

2. Restrizioni. Il club non può ammettere un nuovo socio attivo in una categoria che sia già rappresentata da cinque o più soci, a meno che il club non abbia più di 50 soci, nel qual caso può ammettere un nuovo socio attivo in una categoria, purché il numero dei suoi rappresentanti non superi il 10% dei soci attivi del club. Il numero complessivo dei rappresentanti di una categoria non include i soci pensionati. La categoria di appartenenza di un socio che si trasferisce o di un ex borsista della Fondazione Rotary, secondo la definizione approvata dal Consiglio centrale, non impedisce l’ammissione a socio attivo, anche se tale ammissione viola temporaneamente i li- miti numerici di categoria. Il socio che cambi categoria può mantenere la propria affiliazione al club nella nuova categoria indipendentemente da queste restrizioni.

Art. 9 – Assiduità

1. Provvedimenti generali. Ogni socio del club è tenuto a parteci- pare alle riunioni ordinarie dello stesso. Un socio è considerato presente a una riunione ordinaria se vi partecipa per almeno il 60% della sua durata o se, dovendo assentarsi improvvisamen- te dalla riunione, in seguito dimostra al consiglio in maniera soddisfacente per questo, che l’assenza è dovuta a motivi vali- di, ovvero se recupera in uno dei modi seguenti:

(a) Se entro quattordici (14) giorni prima o dopo la riunione cui non può partecipare, il socio

  1. (1)  partecipa per almeno il 60% del tempo alla riunione ordinaria di un altro club o di un club provvisorio;
  2. (2)  partecipa alla riunione ordinaria di un club Rotaract o Interact, di un Gruppo rotariano comunitario, o di un club Rotaract o Interact provvisorio, o di un Gruppo rotariano comunitario provvisorio;
  3. (3)  partecipa a un congresso del RI, a un Consiglio di Legislazione, a un’assemblea internazionale, a un Istituto rotariano indetto per i dirigenti in carica, gli ex dirigenti e i dirigenti entranti del RI o a qualsiasi altra riunione convocata con l’approvazione del Consiglio centrale del RI o del presidente del RI che agisca per conto del Consiglio centrale; a un congresso multizo- nale del Rotary, a una riunione di una commissione del RI, a un congresso distrettuale, a un’assemblea distrettuale, a una qualsiasi riunione distrettuale con- vocata dal Consiglio centrale del RI, alla riunione di una commissione distrettuale convocata dal governa- tore, o a una riunione intracittadina dei Rotary club regolarmente annunciata;

(4) si presenta all’ora e nel luogo in cui avvengono di con- sueto le riunioni di un altro club, con l’intenzione di parteciparvi, ma non può perché la riunione non ha luogo;

(5) partecipa a un progetto di servizio del club, o a un evento o incontro sponsorizzato dal club e autorizzato dal suo consiglio;

(6) partecipa a una riunione del consiglio o, se autorizza- to dal medesimo, alla riunione di una commissione cui sia stato assegnato.

(7) partecipa tramite un sito web del club a un’attività interattiva che richieda almeno 30 minuti di parte- cipazione.

Qualora un socio si trovi al di fuori del Paese in cui risiede per più di quattordici (14) giorni, i limiti temporali non sono applicabili al fine di permettere al socio di prende- re parte, in qualsiasi momento, alle riunioni nel Paese in cui si trova, che saranno considerate un valido recupero di quelle cui non ha potuto prender parte durante il soggior- no all’estero.

(b) Se al momento della riunione, il socio si trova:

  1. (1)  in viaggio verso o da una delle riunioni indicate al comma (a) (3) di questa sezione;
  2. (2)  in servizio come dirigente, membro di una commissio- ne del RI o amministratore della Fondazione Rotary;
  3. (3)  in servizio come rappresentante speciale del governa- tore distrettuale in occasione della formazione di un nuovo club;
  4. (4)  in viaggio per affari rotariani, in rappresentanza del RI;
  5. (5)  direttamente e attivamente impegnato in un progetto di servizio sponsorizzato dal distretto, dal RI o dalla Fondazione Rotary in una zona remota in cui non esista la possibilità di compensare l’assenza;
  6. (6)  impegnato in attività rotariane debitamente autoriz- zate dal consiglio, che non consentano la partecipa- zione alla riunione.

2. Assenze prolungate per trasferte di lavoro. Il socio che si trovi in trasferta dal Paese in cui risiede per un periodo di tempo prolungato può partecipare alle riunioni di un club locale, a seguito di accordo fra quest’ultimo e il proprio club.

3. Assenze giustificate. L’assenza di un socio si considera giustifi- cata se:

  1. (a)  tale assenza si verifica in conformità con le condizioni e le circostanze approvate dal consiglio. Il consiglio può giusti- ficare l’assenza di un socio per motivi che considera validi e sufficienti;
  2. (b)  l’età del socio e i suoi anni di affiliazione a uno o più club, combinati insieme, equivalgono a un minimo di 85 anni e il socio abbia comunicato per iscritto al segretario del club il proprio desiderio di essere esentato, ottenendo il permesso del consiglio.

4. Assenze dei dirigenti del RI. L’assenza di un socio è giustificata se il socio è dirigente del RI.

5. Registri delle presenze. Un socio le cui assenze siano giustifica- te in base a quanto indicato dai commi 3 (b) e 4 del presente articolo non è considerato ai fini del computo delle presenze e delle assenze alle riunioni del club.

Art. 10 – Consiglieri e dirigenti

1. Organo direttivo. L’organo direttivo del club è il consiglio di- rettivo, costituito e composto in conformità al regolamento del club.

2. Autorità. L’autorità del consiglio si estende a tutti i dirigenti e alle commissioni e, se ha motivi validi, può dichiarare vacante una carica.

3. Decisioni del consiglio. Le decisioni del consiglio in merito a qualsiasi aspetto dell’attività del club hanno carattere definiti- vo e contro di esse è ammesso unicamente l’appello al club. Tuttavia, nel caso in cui il consiglio decida di revocare l’affilia-

zione di un socio, l’interessato può, conformemente all’artico- lo 12, comma 6, fare appello al club, richiedere la mediazione o avvalersi della clausola arbitrale. In caso di appello, una de- cisione può essere annullata solo dal voto dei due terzi dei soci presenti a una riunione ordinaria in cui sia presente il numero legale dei partecipanti, purché la presentazione dell’appello sia stata comunicata dal segretario a ogni socio del club alme- no cinque (5) giorni prima della riunione. In caso di appello, la decisione del club ha valore definitivo.

  1. Dirigenti. I dirigenti del club sono: il presidente, il presidente entrante e uno o più vicepresidenti, il segretario, il tesoriere e il prefetto. Presidente, presidente entrante e vicepresidenti sono membri di diritto del consiglio, mentre segretario, teso- riere e prefetto possono esserlo o meno, a seconda di quanto stabilito dal regolamento del club.
  2. Elezione dei dirigenti.
    1. (a)  Mandato dei dirigenti (presidente escluso). I dirigenti sono eletti in base a quanto stabilito dal regolamento del club e, tranne il presidente, entrano in carica il 1o luglio imme- diatamente successivo alla loro elezione e restano in cari- ca per il periodo previsto per la stessa, o fino all’elezione e all’insediamento dei loro successori.
    2. (b)  Mandato presidenziale. Il presidente è eletto in base a quanto stabilito dal regolamento del club, non oltre due (2) anni e non meno di diciotto (18) mesi prima del gior- no in cui deve entrare in carica. Il presidente designato assume l’incarico di presidente eletto il 1o luglio dell’anno immediatamente precedente a quello per cui è stato eletto presidente. Il mandato presidenziale ha inizio il 1o luglio e dura un anno oppure fino all’elezione e all’insediamento di un successore.
    3. (c)  Requisiti. Tutti i dirigenti e i membri del consiglio devo- no essere soci in regola del club. Il presidente entrante deve partecipare al seminario d’istruzione dei presidenti eletti e all’assemblea distrettuale, a meno che non ne sia dispensato dal governatore entrante. In tal caso, il presi- dente entrante deve inviare in sua vece un rappresentante del club incaricato di informarlo sui lavori. In caso non venga eseguita nessuna delle summenzionate procedure, il presidente entrante non può essere presidente del club. In questo caso, l’attuale presidente rimane in carica sino all’elezione di un successore che abbia partecipato al se- minario d’istruzione dei presidenti eletti e all’assemblea distrettuale o abbia ricevuto una formazione ritenuta suffi- ciente dal governatore eletto.

Art. 11 – Quote sociali

Ogni socio è tenuto a pagare una quota di ammissione e quote sociali annuali, come stabilito dal regolamento, con l’eccezione dei soci provenienti da altri club, i quali, se ammessi al club, non devono pagare una seconda quota di ammissione (Art. 7, comma 4). I Rotaractiani che abbiano cessato di essere soci di un club Rotaract entro i due anni precedenti e che vengano accettati quali soci di questo club saranno esentati dal versamento della quota d’ammissione.

Art. 12 – Durata dell’affiliazione

  1. Durata. L’affiliazione al club dura fintanto che esiste il club, salvo cessazione secondo le disposizioni che seguono.
  2. Cessazione automatica.

(a) Requisiti. Un socio cessa automaticamente di far parte del

club quando non soddisfa più i requisiti di appartenenza. Va però evidenziato che:
(1) il consiglio può concedere a un socio che si trasferi-

sca al di fuori della località in cui ha sede il club, un permesso speciale non superiore a un (1) anno, per consentirgli di visitare un club nella località in cui si trasferisce e farsi conoscere, purché il socio continui a soddisfare tutti i requisiti di appartenenza al club;

(2) il consiglio può consentire a un socio che si trasferi- sca al di fuori della località in cui ha sede il club di mantenerne l’affiliazione, purché il socio continui a soddisfare tutti i requisiti di appartenenza al club.

(b) Riammissione. Un socio la cui affiliazione cessi per uno dei motivi esposti al comma (a) può presentare domanda di riammissione, mantenendo la categoria precedente o ri- chiedendone una nuova, senza dover pagare una seconda quota di ammissione.

(c) Cessazione dell’affiliazione come socio onorario. Un socio onorario cessa automaticamente di essere tale al termine del periodo stabilito dal consiglio per tale affiliazione. Il consiglio può tuttavia estendere detto periodo, come può anche revocare l’affiliazione onoraria in qualsiasi momen- to.

3. Cessazione per morosità.
(a) Procedura. Un socio che non abbia pagato le quote dovute

entro i 30 giorni successivi alla scadenza è invitato a ver- sarle dal segretario mediante un sollecito scritto, inviato all’ultimo indirizzo noto. Se il pagamento non avviene entro 10 giorni dalla data del sollecito, il consiglio può, a propria discrezione, revocare l’affiliazione del socio.

(b) Riammissione. Il consiglio può riammettere un socio che abbia perso l’affiliazione al club, previa domanda e paga- mento di tutte le somme dovute. Nessun socio, tuttavia, può essere riammesso come socio attivo se la propria cate- goria è stata nel frattempo occupata (Art. 8, comma 2).

4. Cessazione per assenza abituale.
(a) Percentuali di assiduità. Un socio deve

(1) partecipare ad almeno il 50% delle riunioni ordinarie del club, in ciascun semestre;

(2) partecipare ad almeno il 30% delle riunioni ordinarie del proprio club in ciascun semestre (fanno eccezione gli assistenti del governatore, secondo la definizione del Consiglio centrale, che sono esonerati dall’ob- bligo di frequenza). I soci che non soddisfano questi requisiti perderanno l’affiliazione al club a meno che non siano dispensati dal consiglio per validi motivi.

(b) Assenze consecutive. Un socio che risulti assente a quattro riunioni consecutive e che non sia dispensato dal consi- glio per validi motivi o in base a quanto stabilito all’arti- colo 9, commi 3 o 4, deve essere informato dal consiglio che la sua assenza può essere interpretata come rinuncia all’affiliazione al club. Dopodiché il consiglio può, a mag- gioranza, revocare l’affiliazione.

5. Cessazione per altri motivi.
(a) Motivi validi. Il consiglio può, a una riunione convocata

per l’occasione, revocare l’affiliazione di qualsiasi socio che non soddisfi più i requisiti richiesti per l’appartenen- za al club, o per altri validi motivi, mediante il voto di almeno due terzi dei suoi membri. I principi guida di tale riunione sono delineati nell’Art. 7, comma 1 e nella Prova delle quattro domande.

(b) Preavviso. Prima dell’intervento indicato al punto (a) del presente comma, il consiglio deve informare il socio del- le proprie intenzioni, con un preavviso scritto di almeno dieci (10) giorni, dandogli la possibilità di rispondere per iscritto. Il socio ha inoltre diritto ad esporre di persona le proprie ragioni davanti al consiglio. Il preavviso va recapi- tato di persona o mediante raccomandata all’ultimo indi- rizzo noto del socio.

(c) Sospensione della categoria. Una volta che il consiglio ha revocato l’affiliazione di un socio per i motivi esposti nel presente comma, il club non può ammettere un altro socio nella stessa categoria dell’ex socio fintanto che non sia scaduto il termine per proporre appello e non sia stata annunciata la decisione del club o degli arbitri. Questa disposizione non si applica se, dopo l’ammissione del nuovo socio e indipendentemente dall’esito dell’appello, il numero di soci appartenenti a tale categoria rientra co- munque nei limiti consentiti.

  1. Diritto di appello o cessazione per decisione arbitrale.
    1. (a)  Preavviso. Entro sette (7) giorni dalla decisione del consi- glio di revocare l’affiliazione, il segretario deve inviare al socio la comunicazione scritta della decisione. Il socio ha quindi quattordici (14) giorni per comunicare per iscritto al segretario la propria intenzione di appellarsi al club o di richiedere una mediazione o arbitrato, come stabilito dall’articolo 16.
    2. (b)  Riunione per la discussione sull’appello. In caso di appello, il consiglio decide la data della riunione ordinaria del club in cui questo va discusso, riunione che deve tenersi entro ventuno (21) giorni dalla ricezione dell’appello. Ogni so- cio deve essere informato dell’argomento specifico della riunione con almeno cinque (5) giorni di anticipo. A tale riunione sono ammessi solo i soci del club.
    3. (c)  Mediazione o arbitrato. La procedura usata per la media- zione o l’arbitrato è quella indicata nell’articolo 16.
    4. (d)  Appello.Incasodiappello,ladecisionedelclubhacaratte- re definitivo per tutte le parti e non è soggetta ad arbitrato.
    5. (e)  Decisione arbitrale. In caso di arbitrato, la decisione degli arbitri o, se gli arbitri non raggiungono un accordo, del presidente del collegio arbitrale, ha carattere definitivo per tutte le parti e non è soggetta ad appello.
    6. (f)  Mediazione non riuscita. Nel caso la mediazione non ab- bia successo, il socio può proporre appello al club o richie- dere l’arbitrato secondo quanto indicato al punto (a).
  2. Decisioni del consiglio. La decisione del consiglio diventa defi- nitiva in mancanza di appello al club o di richiesta di arbitrato.
  3. Dimissioni. Le dimissioni di un socio dal club devono essere comunicate per iscritto al presidente o al segretario, e sono accettate dal consiglio a condizione che il socio sia in regola con il pagamento delle somme spettanti al club.
  4. Perdita dei diritti relativi al patrimonio sociale. Un socio che cessi, per qualsiasi motivo, di appartenere al club, perde ogni diritto sui fondi o altri beni appartenenti al club.
  5. Sospensione dal club. Indipendentemente da ogni altra disposizione prevista in que-

sto statuto, se il consiglio ritiene che:

  1. (a)  al socio siano state rivolte accuse fondate di violazione del- le disposizioni dello statuto o di comportamento scorretto o tale da nuocere agli interessi del club;
  2. (b)  le accuse, se comprovate, costituiscano giusta causa di re- voca dell’affiliazione;
  3. (c)  sia auspicabile comunque attendere la conclusione di un procedimento o evento giudicato indispensabile dal con- siglio prima che si possa deliberare in merito alla revoca dell’affiliazione;
  4. (d)  che sia nell’interesse del club che il socio venga sospeso temporaneamente, senza alcuna votazione in merito alla sua affiliazione, dalle riunioni e altre attività del club e da eventuali incarichi direttivi all’interno del club;

il consiglio può, mediante il voto di almeno due terzi dei suoi membri, sospendere il socio per il periodo e alle condizioni che il consiglio stesso ritenga necessari, purché rispondenti a criteri di ragionevolezza. Il socio sospeso è esonerato tempora- neamente dall’obbligo di frequenza alle riunioni.

Art. 13 – Affari locali, nazionali e internazionali

  1. Argomenti appropriati. Il benessere generale della comunità locale, della nazione e del mondo interessa naturalmente i soci del club; ogni questione pubblica che abbia a che fare con tale benessere può essere oggetto di analisi e discussione alle riunioni del club, in modo che i soci possano farsi un’opi- nione personale. Ciò nonostante, il club non deve esprimere opinioni in merito a questioni pubbliche controverse.
  2. Neutralità. Il club non appoggia o raccomanda candidati a ca- riche pubbliche, né discute durante le sue riunioni i meriti o i difetti di tali candidati.

3.

4.

Apoliticità.
(a) Comunicati e giudizi. Il club non può adottare né diffon-

dere comunicati o giudizi, né prendere decisioni in merito

a questioni o problemi internazionali di natura politica. (b) Appelli. Il club non può rivolgere appelli a club, popoli o governi, né diffondere lettere, discorsi o programmi per la risoluzione di problemi internazionali specifici di natura

politica.

Celebrazione delle origini del Rotary.

La settimana in cui ricorre l’anniversario della fondazione del Rotary (23 febbraio) è stata designata Settimana della pace e della comprensione mondiale. Durante questa settimana, il club festeggia il servizio reso dal Rotary, riflette sui risultati conseguiti in passato e si concentra sui programmi intesi a pro- muovere la pace, la comprensione e la cooperazione a livello locale e globale.

Art. 14 – Riviste rotariane

1. Abbonamento obbligatorio. A meno che il club non sia stato dispensato dal Consiglio centrale dall’osservare gli obblighi stabiliti nel presente articolo secondo quanto previsto dal rego- lamento del RI, ogni socio deve abbonarsi alla rivista ufficiale del Rotary International, o a una rivista rotariana approvata e prescritta per il club dal Consiglio centrale per la durata dell’affiliazione. L’abbonamento va pagato ogni sei (6) mesi, fintanto che dura l’affiliazione del socio al club e fino al termi- ne del semestre in cui il socio cessi di far parte del club.

2. Riscossione. Il club ha il compito di riscuotere gli importi re- lativi agli abbonamenti dei soci per semestre anticipato e di trasmetterli alla segreteria generale del RI o all’ufficio della pubblicazione rotariana locale, in base a quanto stabilito dal Consiglio centrale.

Art. 15 – Accettazione dello scopo e osservanza dello statuto e del regolamento

Il socio ha diritto ai privilegi del club solamente dietro il pagamen- to della quota di ammissione e delle quote sociali, pagamento che comporta l’accettazione dei principi del Rotary, quali sono espres- si nello scopo dell’associazione, e l’impegno a osservare lo statuto e il regolamento di questo club e a esserne vincolato. Nessun socio può essere dispensato dall’osservanza dello statuto e del regola- mento adducendo la scusa di non averne ricevuta copia.

Art. 16 – Arbitrato e mediazione

1. Controversie. In caso di controversia tra un socio o un ex socio e il club, un suo dirigente o il consiglio, riguardo a una que- stione che non sia una decisione del consiglio e che non possa essere risolta mediante la procedura prevista in questi casi, la controversia sarà deferita, mediante richiesta inoltrata al se- gretario da una delle due parti, a un mediatore o a un collegio arbitrale.

2. Data. Il consiglio, dopo aver sentito le parti interessate, deve fissare la data della mediazione o dell’arbitrato entro e non oltre 21 giorni dalla richiesta.

3. Mediazione. La mediazione si svolge secondo la procedura riconosciuta da un ente competente o raccomandata da un organo di mediazione che vanti esperienza in mediazione di controversie ovvero che sia raccomandata dalle linee guida del Consiglio centrale del RI o del Consiglio di amministra- zione della Fondazione Rotary. Solamente un socio di un club può essere nominato come mediatore. Il club può richiedere che sia il governatore del distretto o un suo rappresentante a nominare un mediatore, sempre socio di un club, che abbia le capacità e l’esperienza necessarie.

(a) Esiti della mediazione: le decisioni convenute dalle parti durante la mediazione sono trascritte in un documento, che deve essere consegnato alle parti, al mediatore e al consiglio, il quale depositerà la propria copia presso il se-

gretario. Si deve quindi preparare un riassunto della so- luzione concordata dalle parti. Se il conflitto non viene chiarito, una delle parti può richiedere ulteriori incontri di mediazione.

(b) Fallimento della mediazione: se la mediazione non riesce, una delle parti può richiedere il ricorso all’arbitrato ai sen- si del comma 1 del presente articolo.

4. Arbitrato. In caso di arbitrato, ognuna delle due parti nomi- na un arbitro e gli arbitri nominano il presidente del collegio arbitrale. Arbitri e presidente devono essere soci di un Rotary club.

5. Decisione arbitrale. La decisione presa dagli arbitri o, in caso questi giungano a soluzioni diverse, dal presidente del collegio arbitrale, è definitiva, vincolante e incontestabile.

Art. 17 – Regolamento

Questo club deve adottare un regolamento che non sia in contra- sto con lo statuto o il regolamento del RI, con le norme specifiche di una zona nel caso siano state determinate dal RI e con il pre- sente statuto. Detto regolamento può incorporare provvedimenti supplementari e può essere emendato secondo le disposizioni in esso contenute.

Art. 18 – Interpretazione

L’uso del termine “posta”, in qualsiasi forma, derivazione e com- binazione appaia nel presente statuto, implica l’uso sia della posta tradizionale che di quella elettronica (e-mail), quest’ultima intesa come mezzo per ridurre i costi e ottimizzare i tempi di risposta.

Art. 19 – Emendamenti

1. Modalità. Salvo per quanto stabilito al successivo comma 2, il presente statuto può essere emendato solo dal consiglio di legislazione nel modo stabilito dal regolamento del RI per l’emendamento del medesimo.

2. Articoli degli articoli 2 e 3.Gli articoli 2 (Nome) e 3 (Limiti territoriali) del presente statuto possono essere emendati in alcun ordine. soci presenti e votanti, iscritto a tutti i soci almeno dieci (10). L’emendamento entra in vigore solo dopo tale approvazione. Il governatore può presentare al Consiglio centrale del RI la propria opinione in merito alla modifica proposta.

REGOLAMENTO ROTARY CLUB BOLOGNA SUD

Testo aggiornato dopo l’assemblea del 7 marzo 2006 Coordinato con le ultime modifiche approvate nelle Assemblee del 23 ottobre 2007 – del 9 dicembre 2008 3 novembre 2015

Articolo 1 – Elezione delle cariche sociali

§ 1 – Il Consiglio Direttivo (C.D.) del Club è composto da Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere, Prefetto, due Consiglieri, Presidente Incoming, Past Presidente.

§ 2 – Il Presidente, nel corso di una riunione ordinaria del Club, comunica con almeno un mese di anticipo la data di convocazione dell’Assemblea Ordinaria annuale, da tenersi tra il 15 Ottobre e il 30 Novembre di ogni anno, per il rinnovo delle cariche sociali.

§ 3 – E’ costituita all’interno del Club una Commissione permanente costituita da tutti i Past Presidenti e presieduta dal Presidente in carica. Tale Commissione avrà il seguente incarico: nel periodo dal 1 al 15 Settembre di ogni anno tutti i suoi membri si recheranno presso la sede del Club, per esprimere tre preferenze su una scheda nella quale saranno indicati tutti i nomi dei soci eleggibili a Presidente Incoming, introducendola poi in un’urna precedentemente sigillata dal C.D. Il Segretario registrerà i nomi dei votanti.

Ogni Past Presidente dovrà esprimere tassativamente tre preferenze: tutte le schede riportanti un numero di preferenze diverso da tre saranno infatti, nella successiva fase di spoglio, considerate nulle.
Nel periodo compreso tra il 15 e il 30 Settembre il Presidente in carica, durante una riunione del C.D., procederà allo spoglio delle schede, dopodiché nel successivo periodo, e comunque entro il 14 Ottobre, il C.D. darà luogo alle consultazioni per la ricerca del Presidente Incoming, seguendo la graduatoria espressa dal voto dei Past Presidenti.

Altre eventuali candidature alla carica di Presidente Incoming , sottoscritte da almeno 10 Soci, potranno essere presentate in Assemblea, oltre a quella presentata dalla Commissione suddetta.

§ 4 – Le candidature a tutte le altre cariche sociali possono essere presentate dallo stesso C.D. o da uno o più Soci.

§ 5 – Tutti i Soci ammessi al Club almeno da un anno, esclusi quelli onorari e in congedo, sono eleggibili indipendentemente dalle candidature: pertanto le schede di votazione dovranno riportare tutti i nomi dei Soci eleggibili, unitamente all’indicazione della carica da ricoprire.

§ 6 – L’Assemblea procede con votazioni distinte per le elezioni del Presidente Incoming, del Vice Presidente, del Segretario, del Tesoriere, del Prefetto.

Si voterà infine una ulteriore scheda per la elezione di due Consiglieri.
Le votazioni per il rinnovo delle cariche sociali si svolgono a scrutinio segreto; non sono ammesse votazioni per delega o per corrispondenza.

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§ 7 – I candidati a Presidente Incoming, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere, Prefetto, che ottengono almeno la metà più uno dei voti dei presenti all’Assemblea sono dichiarati eletti alle rispettive cariche. Nel caso in cui, dopo due votazioni, la maggioranza di cui sopra non fosse conseguita, si procederà ad una terza votazione e si dichiareranno eletti i candidati che avranno conseguito la maggioranza semplice.

In ulteriore caso di parità anche in questa terza votazione, si dichiarerà eletto il Socio con la maggiore anzianità rotariana.
Anche per l’elezione dei Consiglieri, in caso di parità di voti, verrà dichiarato eletto quello con la maggiore anzianità rotariana.

§ 8 – Il Presidente dura in carica un anno, dal 1° Luglio al 30 Giugno dell’anno successivo.

§ 9 – Le vacanze che dovessero verificarsi tra i dirigenti, sia nel C.D. in carica che in quello successivo, saranno ricoperte per cooptazione da parte dei rispettivi C.D. Solo nel caso di vacanza del Presidente Incoming si procederà a una nuova elezione tramite la convocazione di una Assemblea straordinaria.

§ 10 – In caso di impedimento temporaneo o assenza prolungata negli incarichi di Vice Presidente, Segretario, Tesoriere o Prefetto in carica, il C.D. può delegare temporaneamente a tali funzioni altro membro del C.D. stesso, anche in aggiunta alle funzioni già eventualmente ricoperte. La delega cessa automaticamente con il cessare della causa che la ha motivata.

§ 11 – Nessun Socio può essere eletto nel C.D. per più di cinque anni consecutivi.

§ 12 – E’ costituita all’interno del Club una commissione permanente di Probiviri, composta dagli ultimi 9 Past Presidenti; tale Commissione si riunisce a richiesta del C.D. con il compito di sanzionare (anche con l’espulsione, se necessario) quei Soci che con qualsiasi mezzo agiscano contro i principi, l’etica e l’immagine del Club e del Rotary International.

Articolo 2 – Consiglio Direttivo

Il Club è retto dal C.D. composto secondo quanto previsto all’Art. 1 § 1.
Il C.D. delibera su ogni materia relativa all’attività del Club, escluso quanto espressamente riservato dallo Statuto e dal presente Regolamento al Presidente o alla Assemblea dei Soci.
In caso di urgenze il Presidente può assumere decisioni di competenza del C.D., ma dovrà riferirne ad esso alla prima riunione utile per la ratifica.
Il Presidente informa i Soci delle decisioni più rilevanti prese dal C.D. tramite il Bollettino.

Articolo 3 – Mansioni dei dirigenti

§ 1 – PRESIDENTE: Rappresenta il Club e sovrintende a tutte le sue attività; convoca e presiede le riunioni ordinarie e le Assemblee dei Soci, nonché le riunioni del C.D.; nomina, previa approvazione del C.D. stesso, i Presidenti ed i componenti delle Commissioni nonché l’eventuale Istruttore di Club.

§ 2 – VICE PRESIDENTE: Coadiuva il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni e lo sostituisce in caso di assenza.

§ 3 – PRESIDENTE INCOMING: Ha le funzioni di Consigliere, ed in particolare ha lo scopo di dare continuità all’attività del Club mediante il suo incarico dell’anno successivo.

§ 4 – SEGRETARIO: E’ responsabile dell’ufficio di Segreteria, della registrazione delle presenze e degli adempimenti dovuti nei confronti degli organi centrali del Rotary International; tiene l’elenco dei Soci e ne aggiorna le categorie;
dirama gli avvisi di convocazione per le riunioni del Club e del C.D.; redige e conserva i verbali del C.D. stesso e delle Assemblee; cura la corrispondenza e l’archivio.

§ 5 – TESORIERE: E’ responsabile delle riscossioni, dei pagamenti, della custodia dei fondi e della tenuta dei libri contabili; di ciò rende conto in ogni momento su richiesta anche di un solo membro del C.D.; è altresì responsabile del corretto e tempestivo adempimento dei versamenti dovuti agli organi centrali del Rotary International.

Predispone all’inizio dell’anno finanziario (1 Luglio) il bilancio preventivo, e alla chiusura (30 Giugno) quello consuntivo; li sottopone quindi al C.D. per la successiva approvazione da parte della Assemblea Ordinaria.
Cessando dalla carica, consegna al suo successore o al Presidente, entro trenta giorni, tutti i fondi, i libri contabili e qualsiasi altro bene od oggetto appartenente al Club che gli fosse stato affidato.

§ 6 – PREFETTO: Organizza e cura le riunioni del Club, regola le cerimonie, i viaggi e le visite programmate; collabora nelle iniziative Interclub ed assolve i compiti organizzativi affidatigli dal Presidente e dal C.D. E’ membro di diritto della Commissione per l’Azione Interna.

§ 7 – ISTRUTTORE DEL CLUB: Se nominato dal C.D. su proposta del Presidente, ha la funzione di contribuire alla formazione rotariana dei Soci del Club, soprattutto dei nuovi Soci, e di mantenersi aggiornato sulle modifiche approvate dal Consiglio di Legislazione del R.I. che potessero interessare l’attività del Club stesso.

§ 8 – ASSENZE: Il membro del C.D. che fosse assente ingiustificato per più di due riunioni consecutive del C.D. stesso, sarà sostituito secondo quanto previsto dall’Art. 1 § 9.

Articolo 4 – Assemblee e riunioni

§ 1 – L’Assemblea Ordinaria Annuale per il rinnovo delle cariche sociali e l’approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo si tiene ogni anno nel periodo che va dal 15 Ottobre al 30 Novembre; essa viene convocata dal Presidente secondo le modalità previste all’Art. 1 § 2.
Per l’approvazione dei bilanci consuntivi è necessaria la presenza del Presidente e del Tesoriere dell’anno a consuntivo, o loro delegati, che illustrano il relativo bilancio.

§ 2 – Oltre all’Assemblea Ordinaria, il Presidente può convocare Assemblee Straordinarie nei seguenti casi e con i seguenti termini:
– quando egli, a suo insindacabile giudizio e dopo averne informato il C.D., ne ravvisi la necessità;
– nel caso di vacanza previsto dall’Art.1 § 9 col rispetto dei termini ivi indicati;

– quando sia deliberato dal C.D., nel termine massimo di giorni quindici dalla deliberazione stessa;
– quando ciò sia richiesto per iscritto, con l’indicazione degli argomenti da trattare, da almeno un quinto dei Soci aventi diritto al voto, dopo averne informato il C.D. e nel termine massimo di trenta giorni dalla data della richiesta.
Le Assemblee straordinarie sono convocate per lettera o per e-mail o per mezzo del bollettino del Club, con un preavviso di almeno 10 giorni sulla data per esse stabilita, e con l’indicazione dell’Ordine del Giorno.

§ 3 – Tutte le Assemblee sono validamente costituite con la presenza di almeno un terzo dei Soci aventi diritto al voto; non sono ammesse deleghe.
Le Assemblee, se non prescritto diversamente, deliberano con voto palese e a maggioranza semplice dei presenti.

Hanno diritto al voto tutti i Soci del Club in regola con il pagamento delle quote sociali, esclusi quelli onorari e in congedo.

§ 4 – Le riunioni ordinarie del C.D. devono essere convocate dal Presidente di norma una volta al mese. Quando ne facciano richiesta motivata almeno tre membri del C.D. stesso, il Presidente è tenuto altresì a convocarlo entro il termine di dieci giorni dalla richiesta.
Gli avvisi di convocazione del C.D. devono essere trasmessi ai suoi membri almeno cinque giorni prima della data fissata per la riunione e devono contenere l’indicazione dell’Ordine del Giorno.

Qualora, a suo insindacabile giudizio, sussistano motivi di urgenza, il Presidente può disporre la riduzione dei termini di preavviso fino ad un minimo di 24 ore.

§ 5 – Il C.D. è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi membri; non sono ammesse deleghe.
Il C.D., se non prescritto diversamente, delibera a maggioranza di voti dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.

§ 6 – Il Presidente, se lo ritiene opportuno in relazione agli argomenti da trattare, può invitare a presenziare alle riunioni del C.D. i Presidenti delle Commissioni o altri Soci, o anche persone esterne al Club: ciò a mero titolo informativo e per le materie di rispettiva competenza.

§ 7 – Le riunioni ordinarie dei Soci si tengono 4 volte al mese, di regola i primi 4 martedì, alle ore 20,15. E’ lasciata facoltà al C.D. di effettuare riunioni anche in eventuali quinti martedì del mese, così come di annullare quelle riunioni che cadessero in corrispondenza di particolari festività o in loro prossimità.
La comunicazione ai Soci deve essere inviata di norma mediante il Bollettino del Club, con preavviso di almeno sette giorni.

Con le stesse modalità dovranno essere comunicati ai Soci gli spostamenti delle riunioni a giornata, luogo e orario diverso da quelli abituali, nonché gli annullamenti o le modifiche dei programmi.
All’inizio delle riunioni il Presidente avrà cura, prima di illustrare il programma, di presentare gli Ospiti e di dare ai Soci le eventuali comunicazioni che riterrà necessarie.

§ 8 – Alle riunioni del Club, quando stabilito dal C.D., potranno partecipare Familiari e/o Ospiti di Soci, tutti a carico di questi ultimi.
I Relatori alle riunioni che non facessero parte del Club ed i loro accompagnatori, unitamente agli altri ospiti della Presidenza, sono invece a carico del Club stesso.

Articolo 5 – Quote sociali (IN VIGORE DAL 1° LUGLIO 2009)

§ 1 – La quota di ammissione al Club, una tantum, è deliberata dall’Assemblea su proposta del C.D. e deve essere versata all’atto della ammissione al Club.

§ 2 – La quota sociale annua è deliberata dall’Assemblea su proposta del C.D.; essa si divide in due parti, di cui la prima, fissa per ogni socio, terrà conto nel suo computo di tutte le spese fisse di gestione e di quelle relative alle attività ed ai services previsti in bilancio. Verrà corrisposta in 4 rate anticipate (1 Luglio, 1 Ottobre, 1 Gennaio, 1 Aprile). Una seconda parte della quota sociale, anch’essa uguale per ogni

Socio, corrispondente alle spese effettivamente sostenute per le conviviali verrà corrisposta sempre in 4 rate trimestrali di cui le prime tre, fisse, in acconto (1 Ottobre, 1 Gennaio, 1 Aprile), e la quarta, variabile, da pagarsi il 30 Giugno a conguaglio della spesa effettivamente sostenuta per le conviviali stesse.
Ogni ulteriore capitolo di spesa per attività deliberata dal C.D. intervenuto dopo l’approvazione del Bilancio preventivo dovrà godere di un autonomo finanziamento di cui dovrà essere indicata la copertura. L’eventuale conguaglio della gestione negativa di un anno rotariano sarà richiesto ai Soci di quell’anno solo dopo l’approvazione del bilancio consuntivo.

§ 3 – Eventuali contributi straordinari devono essere approvati dall’Assemblea su proposta del C.D..

§ 4 – Il C.D. può, in casi particolari, ridurre la quota di ammissione e la quota annuale di singoli Soci

§ 5 – “Tutti i pagamenti delle quote da parte dei Soci dovranno avvenire esclusivamente a mezzo bonifico bancario oppure a mezzo R.I.D.; ogni altra forma di pagamento è tassativamente vietata; è fatta salva la possibilità di versamento diretto da parte del Socio sul conto corrente del Club” (Assemblea 3/11/15).

Articolo 6 – Sistemi di votazione

Tutte le delibere del Club sono prese con voto palese, ad eccezione di quelle relative alle cariche sociali e alle altre per le quali ciò fosse previsto dal presente Regolamento, che vengono invece prese con voto segreto.

Articolo 7 – Commissioni

§ 1 – L’azione interna, l’azione di pubblico interesse, l’azione professionale e l’azione internazionale costituiscono il fondamento teorico e pratico della vita del club.

§ 2 – All’interno del club sono costituite, con lo scopo di contribuire, in conformità all’azione del Rotary, alla realizzazione degli obiettivi annuali del club, e di quelli di medio o lungo periodo, le Commissioni specificate nel presente articolo; il presidente in carica, il presidente entrante e il presidente dell’anno precedente collaborano tra loro per assicurarne la continuità d’azione, favorendo, se possibile, la permanenza nell’incarico dei componenti della commissione per un periodo di un triennio, curando, peraltro, che ogni anno vi sia un’adeguata rotazione nel novero dei componenti di ogni commissione.

§ 3 – Presso il club sono istituite le seguenti commissioni ordinarie:
1. “Compagine dei soci” con l’incarico di predisporre e attuare il piano per l’ammissione di nuovi soci e per la conservazione dell’effettivo.
2. “Relazioni pubbliche del club” con l’incarico di mantenere i contatti con l’esterno e di promuovere i progetti e le attività del club.
3. “Amministrazione del club” con l’incarico di svolgere le attività relative al regolare ed efficiente funzionamento del club e di curare la redazione del bollettino.
4. “Progetti” con l’incarico di occuparsi della preparazione e della messa in opera di progetti educativi, umanitari e di formazione a livello locale e internazionale.
5. “Fondazione Rotary” con l’incarico di sviluppare un piano d’azione a sostegno della Fondazione Rotary, sia dal punto di vista finanziario che con la partecipazione attiva dei soci ai programmi umanitari.

§ 4 – Il presidente, sentito il consiglio direttivo, può disporre, qualora necessario, l’istituzione di altre commissioni, specificandone i compiti e le funzioni.

Articolo 8 – Compiti e funzionamento delle commissioni

§ 1 – Entro il 30 aprile di ogni anno il presidente entrante, previa approvazione del consiglio direttivo che svolgerà le funzioni nel corso del suo mandato, nomina i presidenti ed i membri delle commissioni che entreranno in carica il 1° luglio immediatamente successivo; il presidente è membro di diritto di tutte le commissioni e, come tale, gode pienamente dei diritti derivanti da tale partecipazione curando, in particolare, il coordinamento dell’attività delle singole commissioni con le altre attività del club.

§ 2 – Ogni commissione svolge le mansioni previste dal regolamento e quelle supplementari eventualmente assegnatele dal presidente o dal consiglio direttivo. A meno che non siano investite di particolari poteri dal consiglio, le commissioni non possono prendere iniziative prima di aver presentato in merito una relazione al consiglio e di averne ricevuta l’approvazione.

§ 3 – Il presidente della commissione (scelto preferibilmente tra i soci che abbiano maturato una precedente esperienza come membro della commissione) è responsabile del regolare andamento e delle attività della commissione, deve controllarne e coordinarne i lavori e deve comunicare al consiglio le attività svolte; le commissioni agiscono autonomamente nell’assolvimento dei compiti specifici ad

esse attribuiti dal presente regolamento e di quelli ulteriori eventualmente loro assegnati.

§ 4 – I presidenti hanno la piena responsabilità dell’operato delle rispettive commissioni e di quant’altro connesso con i compiti loro attribuiti; essi hanno, tra l’altro, l’obbligo di presentare al consiglio direttivo, entro il 15 settembre di ogni anno e comunque prima della visita del Governatore, una relazione programmatica scritta, nell’ambito delle rispettive competenze, sull’attività da svolgere.

Articolo 9 – Congedo e assenze giustificate e ingiustificate

Su domanda scritta al C.D., motivata da valide e sufficienti ragioni, ogni Socio può ottenere di essere considerato in congedo per un determinato periodo di tempo, comunque non superiore a un anno e non rinnovabile, con dispensa dalle riunioni del Club.
Il congedo evita la decadenza da Socio: durante il periodo di congedo non si terrà conto del nominativo del Socio nel computo della percentuale di presenze al Club, anche nel caso che egli fosse presente.

Il congedo non evita al Socio il pagamento delle quote associative.
Il Socio in congedo non ha diritto di voto in Assemblea e non può essere eletto ad alcuna delle cariche sociali.
Il Socio che avesse raggiunto un minimo di 85 anni, sommando l’età anagrafica agli anni di affiliazione ad uno o più Rotary Club, può chiedere per iscritto al Segretario di essere esentato dalle presenze (articolo 8 comma 2(b) dello Statuto Tipo pubblicato nel Manuale di Procedura 2001).
Per quanto riguarda la durata dell’affiliazione si deve fare riferimento all’Art. 11 e paragrafi successivi dello Statuto del Rotary Club pubblicato a pag. 236 del Manuale di Procedura 2004.

Articolo – Finanze

§ 1 – Il Tesoriere deposita tutti fondi del Club in una banca designata dal C.D. 6

§ 2 – Tutti i pagamenti vengono effettuati dal Tesoriere tramite assegni bancari da lui medesimo firmati o da altro componente del C.D. a ciò delegato, in base a validi giustificativi.

§ 3 – E’ facoltà del Tesoriere, sotto la sua responsabilità, affidare a un Socio o al responsabile dell’Ufficio di Segreteria, un fondo di dotazione in contanti per le piccole spese correnti, da reintegrarsi di volta in volta in base alle necessità.

Articolo 11 – Ammissione di nuovi soci

§ 1 – Il C.D., sentite le Commissioni Classifiche e Sviluppo/Nomine, comunica ai Soci, all’inizio dell’anno sociale, le proprie valutazioni sull’ingresso di nuovi membri, e fa pubblicare sul bollettino l’elenco delle Classifiche scoperte che si ritiene dovrebbero essere prioritariamente considerate.

§ 2 – Ogni Socio, ad esclusione del Presidente del Club e di tutti i membri della Commissione Sviluppo/Nomine, può proporre un candidato nuovo Socio.
Ciascuna proposta, compilata sull’apposito modulo, può essere firmata anche da più Soci contemporaneamente, e deve essere consegnata al Presidente del Club.

§ 3 – Il C.D., preso atto della proposta di ammissione nella sua prima riunione utile, la trasmette senza discuterla alla Commissione per le Classifiche; questa dovrà entro trenta giorni decidere sulla Classifica attribuibile e sulla sua compatibilità con quelle già ricoperte nel Club, in funzione della posizione professionale e/o aziendale del Candidato.

La domanda dovrà ritornare entro trenta giorni al C.D. con le conclusioni favorevoli o sfavorevoli della Commissione. Nel caso di non ammissibilità secondo il parere della Commissione Classifiche la domanda dovrà essere respinta dal C.D. e il Presidente ne darà comunicazione ai proponenti con la motivazione di cui sopra.

§ 4 – La domanda che avrà superato questo primo vaglio verrà inoltrata direttamente dal C.D., sempre senza discuterla, alla Commissione Sviluppo/Nomine, la quale entro ulteriori trenta giorni dovrà esaminare i requisiti morali e sociali del candidato Socio, nonché valutarne la propensione agli ideali del Rotary.

A conclusione di tale esame la Commissione vota la proposta di ammissione.
Le conclusioni della Commissione verranno comunicate al Presidente del Club, affinché vengano sottoposte alle decisioni di competenza del C.D..

§ 5 – Il C.D., viste le conclusioni della Commissione Sviluppo/Nomine, può approvarle o rinviarle alla Commissione stessa per ulteriori chiarimenti, dopodiché, qualunque sia l’esito del riesame, delibera in maniera definitiva e inappellabile. Per l’approvazione del candidato Socio è richiesto il voto unanime del C.D..

§ 6 – Qualora la proposta di ammissione fosse respinta in questa fase, il Presidente dovrà darne comunicazione ai Soci proponenti senza motivazione alcuna.

§ 7 – Qualora la proposta di ammissione fosse approvata dal C.D., il Segretario ne informa i Soci proponenti e unitamente a loro chiede al Candidato Socio l’autorizzazione alla comunicazione della sua candidatura a tutto il Club. Fino a questo momento infatti la candidatura deve essere considerata

assolutamente riservata, nell’ambito ristretto del C.D., delle competenti Commissioni e dei Soci proponenti.
Il Candidato Socio, che viene solo in questo momento a conoscenza della sua candidatura, è libero di accettarla o meno. In caso di non accettazione la domanda di ammissione decade.

§ 8 – Avuta notizia della candidatura tramite lettera dedicata, ogni Socio del Club contrario alla ammissione del Candidato proposto è tenuto a far pervenire al Presidente del Club, entro il termine massimo di 10 giorni, una lettera motivata di grave dissenso.
In assenza di gravi dissensi motivati per iscritto entro il termine indicato, il Candidato si intende qualificato a divenire Socio.

§ 9 – Qualora invece, ai sensi del precedente paragrafo, fosse pervenuta al Presidente anche una sola lettera di dissenso motivata, egli ne informerà il C.D. nella prima occasione utile.
Il C.D., richiesto un ulteriore sollecito parere delle Commissioni per lo Sviluppo/ Nomine, si riunirà in via definitiva; la decisione per l’ammissione del Candidato Socio richiederà il voto unanime dei membri del C.D. stesso.

L’eventuale rigetto definitivo dovrà essere comunicato dal Presidente ai Soci proponenti, senza motivazione alcuna.

§ 10 – Non possono partecipare alle riunioni del C.D. in cui vengano discusse proposte di ammissione, quei membri del C.D. stesso che avessero sottoscritto le proposte di ammissione in esame.

§ 11 – Le eventuali lettere di dissenso pervenute al Presidente nell’espletamento delle pratiche di ammissione dovranno essere considerate documenti riservati ad personam.
Dopo che il C.D. ne avrà preso visione e le avrà citate nei verbali con l’omissione del nome del mittente, esse dovranno essere conservate sigillate in apposito raccoglitore, con all’esterno della busta il solo nome del Presidente cui erano state indirizzate, senza che ne venga mai fatta copia alcuna; esse potranno essere riaperte solo con l’autorizzazione del Presidente cui erano indirizzate, o di chi lo sostituiva formalmente nel caso di suo impedimento.

§ 12 – L’avvenuta qualificazione a divenire Socio del Club deve essere comunicata dal Presidente ai Soci proponenti, che a loro volta dovranno informarne il Candidato, comunicandogli altresì le finalità del Rotary e gli impegni che i Soci sono tenuti a rispettare. Essi lo invitano quindi a sottoscrivere su apposito modulo una dichiarazione di conferma della domanda di iscrizione al Club e di accettazione delle norme che regolano l’attività del Club, nonché delle responsabilità che derivano dalla appartenenza ad esso.

§ 13 – Sottoscritta la dichiarazione del precedente § 12 e versate le quote prescritte, di ammissione e sociali, il candidato si intende Socio effettivo del Club; il Presidente, unitamente ai Soci proponenti, lo presenterà al Club nella prima riunione utile.

§ 14 – Nei primi mesi di associazione sarà cura della Commissione per l’Attività Interna, unitamente ai Soci proponenti, curare l’inserimento nel Club del nuovo Socio e verificarne il grado di adesione ai principi del Rotary.

§ 15 – E’ auspicabile che il nuovo Socio si renda disponibile, entro breve tempo dal suo ingresso al Club, a tenere una relazione su un argomento attinente la sua sfera di attività, di competenza, di interesse.

Articolo 12 – Soci onorari

La categoria di Socio Onorario é deliberata dal C.D. quando a suo avviso ne sussistano le condizioni, motu proprio o su proposta di uno o più Soci, senza ulteriori formalità.
Tale qualifica va di anno in anno riconfermata dai C.D. successivi, pena la decadenza in caso di omissione.

La qualifica di Socio Onorario può cessare in qualunque momento su decisione inappellabile del C.D.
Il Socio Onorario non é tenuto ad alcun obbligo pecuniario nei confronti del Club, così come non ha diritto di voto nelle Assemblee, né é eleggibile ad alcuna carica all’interno del Club.
Il Socio Onorario può partecipare alle riunioni normali del Club, anche intervenendo con familiari ed ospiti quando ciò sia consentito, provvedendo contabilmente a regolare la relativa spesa.

Articolo 13 – Deliberazioni e mozioni

Nessuna deliberazione o mozione può essere esaminata dall’Assemblea se non è stata prima esaminata dal C.D.
Le deliberazioni o mozioni presentate direttamente a una riunione del Club saranno automaticamente deferite al C.D. senza essere messe in discussione prima di un esame da parte del C.D. stesso.

Possono essere discussi in Assemblea solo gli argomenti iscritti all’O.d.G., notificati tempestivamente a tutti i Soci.

Articolo 14 – Modificazioni

Il presente Regolamento può essere modificato solo con delibera di una Assemblea Straordinaria, con il quorum dei due terzi dei voti, purché le modifiche proposte siano state comunicate ai Soci mediante il bollettino o con lettera dedicata, almeno dieci giorni prima della data fissata per l’Assemblea Straordinaria.

Al presente Regolamento non può essere apportata alcuna modifica o aggiunta che non sia in armonia con lo Statuto del Club o con Statuto e Regolamento del Rotary International; l’eventuale presenza di norme contrastanti con quei documenti comporta automaticamente la nullità della modifica o dell’aggiunta.
La decorrenza delle modificazioni eventualmente apportate, ove non diversamente stabilito nella delibera di approvazione, si intende contestuale all’approvazione stessa.

Articolo 15 – Entrata in vigore

Il presente Regolamento del Rotary Club Bologna Sud entra in vigore all’inizio dell’anno rotariano successivo alla sua approvazione.